Venerdì quaresima SGB
VIA CRUCIS 2025 – PARROCCHIA S. GIOVANNI BATTISTA
Scaricabile la guida alla funzione riportata di seguito
Dalle 20,45 alle 21 sottofondo musicale (Organista)
Lettore: LA CROCE DI GESU’ È LA NOSTRA SPERANZA
È il tema su cui il Giubileo ci invita a riflettere.
Dice Papa Francesco all’inizio della sua autobiografia:
Si dice comunemente “aspetta e spera” –tanto che nel vocabolario spagnolo la parola esperar significa sia sperare sia aspettare-, ma la speranza è soprattutto la virtù del movimento e il motore del cambiamento: è la tensione che unisce memoria e utopia per costruire davvero i sogni che ci aspettano. E se un sogno si affievolisce, bisogna tornare a sognarlo di nuovo, in nuove forme, attingendo con speranza dalle braci della memoria.
Noi cristiani dobbiamo sapere che la speranza non illude e non delude: tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera.
Alla fine, diremo solo: non ricordo niente in cui non ci sei Tu, Signore Gesù.
PREGHIERA D’INIZIO
Sacerdote:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.
Amen
Lettore: Il Verbo di Dio, “la luce vera”, quella che illumina ogni uomo,
veniva nel mondo.
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio.
Sacerdote: Fratelli e sorelle, la vita di Gesù fu cammino; dal seno del Padre venne nel mondo, fissò la sua tenda in mezzo agli uomini, ma essi non l’accolsero; passò facendo del bene, ma gli uomini non compresero il suo Vangelo di pace. Stasera percorreremo la Via Crucis di Gesù: in lui condannato a morte riconosceremo il Signore della gloria e il Giudice universale; in lui carico della croce, il Salvatore del mondo; in lui crocifisso, il Figlio stesso di Dio. Sant’Ambrogio scrive: «Come l’ancora gettata in mare protegge la nave dall’esser portata via, e la tiene salda nella sua posizione, così la speranza tiene salda e rinforza la fede»
Preghiamo:
Padre Santo e misericordioso, donaci di ripercorrere con fede e amore il cammino della croce, affinché, partecipi della passione di Cristo, possiamo giungere con lui alla gloria del tuo Regno.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Abbi pietà di noi, Signore (Cantato)
Abbi pietà di noi.
Lode a Te, o Cristo, Re di eterna gloria
I STAZIONE – UNZIONE DI BETANIA
Sacerdote canta: Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo,
Assemblea canta: perché con la tua croce hai redento il mondo.
1^ Lettore:
Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo».
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò che era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».
2^ Lettore:
Mancano pochi giorni alla Pasqua e Gesù è a Betania. Qui nella casa di Lazzaro, egli riceve l’omaggio di Maria che, preso dell’olio profumato molto prezioso, unge i piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli. Il gesto che questa donna compie, apparentemente senza senso, è in realtà espressione di un amore delicato di chi ha veramente capito che Gesù è il Signore. Nella sua semplicità Maria pare aver intuito il significato di condivisione e salvezza che l’imminente morte di Gesù possiede. L’immagine dell’unzione diventa allora una anticipazione della morte e sepoltura di Cristo.
Ma Giuda non capisce, il suo cuore è troppo duro e non riesce a cogliere il significato d’amore racchiuso nel gesto pieno di riconoscenza di Maria. I poveri sono per lui un pretesto e non si accorge che qui Gesù è per eccellenza l’immagine del povero che a pochi giorni dalla fine si prepara, tradito e abbandonato da tutti ad accettare la morte in croce per la salvezza.
Giuda invece accecato dall’egoismo e dall’ipocrisia, desidererebbe vendere quel profumo, così come tra poco venderà e consegnerà Gesù stesso.
Sacerdote: Preghiamo.
Noi facciamo memoria, o Dio, del Figlio tuo Gesù Cristo,
che, vicino ormai a offrirti il sacrificio pasquale,
si lasciò cospargere di olio odoroso dalla piissima sorella di Lazzaro,
quasi a presagio della sua sepoltura;
dona in questi giorni alla tua Chiesa di rivivere nella fede e nella carità
i misteri della passione del suo Salvatore, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Abbi pietà di noi, Signore (Cantato)
Abbi pietà di noi.
Lode a Te, o Cristo, Re di eterna gloria
CANTO: Noi ti preghiamo uomo della croce
Nella memoria di questa passione
noi ti chiediamo perdono, Signore
per ogni volta che abbiamo lasciato
il tuo fratello soffrire da solo
Rit.
Noi ti pregiamo, uomo della croce,
figlio e fratello, noi speriamo in te (2V)
II STAZIONE – TRADIMENTO DI GIUDA
Sacerdote canta: Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo,
Assemblea canta: perché con la tua croce hai redento il mondo.
1^ Lettore:
Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Ed egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse mai nato!».
2^ Lettore:
“Chi non prende la sua croce e non mi segue, non può essere mio discepolo.”
Giuda voleva stare con Gesù, voleva essere dei suoi, gli era persino diventato buon amico. È così che manifestava il suo entusiasmo per il maestro, seguendolo e ascoltandolo attentamente le sue parole: con tale attenzione che non ci volle molto per capire cosa bisognava essere disposti a fare per diventare suoi discepoli, suoi amici, suoi fratelli: bisognava seguirlo fino alla morte.
Avevano vissuto insieme, avevano condiviso le medesime preoccupazioni ed ora la rottura giunge inaspettata. Giuda si era accorto che dal punto di vista puramente umano c’era ben poco da aspettarsi, anzi le prove e le difficoltà nel cammino con Gesù sarebbero cresciute e preferì tradire. Aveva capito che la croce costa cara. Non aveva capito che qualcuno era pronto ad aiutarlo.
Voce guida: Alle invocazioni rispondiamo: Perdonaci, Signore
Tutti: Perdonaci, Signore
VG: Quando non sappiamo essere concreti con la nostra fede.
VG: Quando le difficoltà raffreddano il nostro entusiasmo.
VG: Quando sentiamo che la croce ci costa e preferiamo tradirti.
Abbi pietà di noi, Signore (Cantato)
Abbi pietà di noi.
Lode a Te, o Cristo, Re di eterna gloria
CANTO: Ti chiedo perdono Padre buono
Ti chiedo perdono padre buono, per ogni mancanza d’amore,
per la mia debole speranza e la mia fragile fede.
Domando a Te, Signore, che illumini i miei passi la forza di vivere
con tutti i miei fratelli nuovamente fedele al tuo Vangelo.
RIFLESSIONE DEL SACERDOTE
III STAZIONE – ISTITUZIONE DELL’EUCARISTIA
Sacerdote canta: Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo,
Assemblea canta: perché con la tua croce hai redento il mondo.
1^ Lettore:
Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».
2^ Lettore:
Gesù ci ha amati così tanto che ha trovato un modo per restare sempre con noi, donandoci sé stesso dell’Eucaristia. Ma ciò che più impressiona è che ha fatto questo proprio quando meno lo meritavamo: Gesù veniva tradito, abbandonato dai suoi amici, condannato ad una morte atroce, proprio Lui che tanto bene aveva fatto agli uomini. Eppure proprio in quell’ultima sera Gesù fa un’alleanza nuova che non si spezzerà mai.
TUTTI INSIEME SEGUENDO LA VOCE GUIDA
TU SEI IL MIO PANE
Tu, o Signore, sei il mio pane
e senza di Te non posso vivere;
non saprei dove andare senza di Te,
non saprei cosa fare
e cosa dire senza di Te.
Signore,
Tu sei il mio nutrimento,
Tu sei la forza per la quale
Tu mi darai la grazia
di spezzare con i fratelli
questo nutrimento
giorno per giorno.
Saremo anche noi il pane del Signore,
pane diventato ostia di umiltà.
(Card. Carlo Maria Martini)
Abbi pietà di noi, Signore (Cantato)
Abbi pietà di noi.
Lode a Te, o Cristo, Re di eterna gloria
Canto: Inno del Giubileo 2025
ALLA FINE (mentre il sacerdote, dopo la benedizione, torna in sacrestia)
Lettore: Papa Francesco, nel suo messaggio per la Quaresima, ci offre tre riflessioni:
CAMMINARE: È un richiamo alla conversione, perché siamo pellegrini nella vita e non possiamo non pensare ai tanti fratelli e sorelle che fuggono da situazioni di miseria e di violenza e vanno in cerca di una vita migliore per sé e per i propri cari.
INSIEME: Camminare insieme significa essere sinodali, chiamati ad andare verso Dio e verso i fratelli.
LA SPERANZA è “l’ancora dell’anima” sicura e salda. Gesù, nostro amore e nostra speranza, è risorto e vive e regna glorioso. Vivere nella speranza ci spinge all’impegno per la giustizia, la fraternità, alla cura della casa comune e che nessuno sia lasciato indietro.
Dopo la conclusione fino alle 22 sottofondo musicale (Organista)